La qualità dei prodotti tipici Made in Italy

Le nuove tendenze alimentari hanno rivoluzionato il modo di intendere il cibo: il pasto passa, così, da esigenza inderogabile a momento di convivialità e piacere, mentre le numerose campagne di sensibilizzazione stanno ponendo sempre più attenzione alla questione riguardante la salute e il benessere.

A questo, si aggiungono, poi, scelte di consumo più consapevoli e un ritorno al territorio, grazie alla qualità dei prodotti tipici. A renderli unici è soprattutto lo stretto legame con l’ambiente circostante, sia in termini di caratteristiche ambientali, che sotto l’aspetto tradizionale e culturale.
Il successo del Made in Italy
La qualità dei prodotti tipici italiani gode di un vero e proprio riconoscimento globale. Basti pensare al successo della nostra gastronomia, che ha superato i confini nazionali ed è oggi conosciuta e amata in tutto il mondo, diventando un fiore all’occhiello per il Bel Paese. Tanto apprezzamento non va ricercato semplicemente nel fascino di una cucina “esotica”, bensì anche – e soprattutto – nelle caratteristiche nutrizionali di piatti sani e completi, che fanno della qualità il loro punto forza. Questa consapevolezza ha spesso portato a diverse forme di contraffazione, con numerosi tentativi di imitare i prodotti made in Italy.

La nostra gastronomia, comunque, non è apprezzata soltanto all’estero. Sono sempre di più gli italiani attratti dalla qualità dei prodotti tipici e per i quali, l’occasione di assaporare antichi sapori, diventa sia un ritorno alle origini, sia una vera e propria scoperta di ingredienti dimenticati dalle nuove tradizioni culinarie.
Pertanto, i consumatori interessati a tali prodotti sono sia i più tradizionali, da sempre amanti dei sapori della propria terra, sia i consumatori in evoluzione, che alla quantità iniziano a preferire soluzioni gustose e genuine.

Un costo proporzionato alla qualità
A fronte dell’indiscussa qualità dei prodotti tipici, i consumatori riconoscono a questi ultimi un prezzo “premium”, più alto rispetto a quello proposto dai surrogati industriali.
A controbilanciare la spesa maggiore non vi sono soltanto presunte caratteristiche qualitative, ma anche una serie di certificazioni che le attestano: etichette come DOP, DOC, IGP e altre, non possono essere attribuite ai prodotti se non dopo rigorosi controlli. La regolamentazione ha così come obiettivi sia lo sviluppo dell’economia rurale, sia la tutela del consumatore attraverso informazioni trasparenti e certificate.